| Domani vertice col tecnico primo nelle preferenze dei tifosi.
Tra Cairo e Camolese incontro per dirsi addio.
Domani si riparte perché in fin dei conti, da sempre, «domani è un altro giorno». Il Toro prova a voltare pagina dopo la retrocessione e, esauriti i tempi delle riflessioni private e dei confronti intimi, Urbano Cairo incontrerà Rino Foschi e Giancarlo Camolese per fare il bilancio finale ed iniziare a costruire il progetto per la serie B. Appuntamento nel pomeriggio a Milano, negli uffici della Cairo Communication (imprevisti ed intoppi permettendo), per chiarirsi ed affrontare la prima questione basilare della ricostruzione. Ripartire con Giancarlo Camolese oppure scegliere un nuovo allenatore? Le parti avevano deciso di rimandare ogni discorso a fine campionato ed ora è giunto il momento di parlarsi. Il tecnico torinese e torinista ieri era alle finali Primavera in Valsugana per soppesare qualche «baby» di livello, ma con determinazione e grinta domani si giocherà tutte le carte per restare al Toro e riportare la squadra in A. Conosce la piazza, sa come vincere quel campionato a Torino e che cosa serve ai granata per riprendersi: questi i concetti a suo favore, in più i tifosi lo stanno sostenendo con forza (ieri un sondaggio su forzatoro.net ne chiedeva la riconferma col 64% dei votanti) e «Camola» ha il vantaggio di esser già conosciuto da Cairo. Contro di lui, però, ci sono quelle parole del presidente, che non sembrano aprire le porte del futuro all'attuale tecnico («Non ha centrato l'obiettivo», disse a caldo a Roma) ed anche quella legge non scritta che dice di cambiare in caso di retrocessione. Almeno due (Bologna e Genoa) i match point sprecati da Camolese, ragiona Cairo, e allora la sensazione è che per il tecnico l’avventura granata sia giunta al capolinea. La corsa per la panchina granata è affollata ed incerta anche perché il Toro sta navigando a vista, in attesa di capire anche cosa vuol fare o pensa di fare Foschi, e la lista dei pretendenti cresce di giorno in giorno. Camolese si giocherà le proprie carte, Beretta e Colantuono sono in prima fila, mentre si affaccia Cosmi. Nessun incontro in agenda o contatti veri e propri, ma un Toro in B non spaventa tecnici apprezzati che sono pronti a rifiutare squadre di serie A pur di venire sotto la Mole. Il caso di Colantuono è emblematico: la Lazio che giocherà in Europa l'ha già contattato, ma lui ha chiesto tempo a Lotito perché la sua priorità è il Toro. Dopo Atalanta e Perugia vuole centrare l'impresa di una nuova promozione: una sfida da guerriero che Colantuono è pronto ad accettare al volo, nonostante le alternative che portano ad Atalanta e Livorno (in caso di A), anche perché libero da vincoli contrattuali col Palermo. Anche Cosmi è libero e non ha mai nascosto la voglia di confrontarsi col Toro (da sempre è tra i graditi della tifoseria), mentre Beretta è meno sanguigno dei due, ma con ottimi risultati alle spalle in A e pronto a ripartire dai cadetti dopo l'esonero col Lecce (col quale è ancora sotto contratto). Il totoallenatori impazza tra i granata, ma all'orizzonte si affaccia un nuovo problema: cosa fare dei dieci attaccanti in rosa per la prossima stagione. Se Ventola e Stellone sono in scadenza di contratto e non resteranno (il primo piace al Cagliari, il secondo al Bari), ci sono da decidere in fretta i destini di Rosina, Bianchi e Gasbarroni. Il parco attaccanti, però, si ingrosserà col rientro dai prestiti di Di Michele (il West Ham non lo riscatta), Amoruso (il Siena l'ha scaricato) e Bjelanovic (può restare a Vicenza col rientro alla base di Bottone). Malonga al Foggia è impegnato nei playoff della Prima Divisione, ma sarà un tassello utile per la B come il «veterano» Abbruscato, l'unico a pagare veramente con lo stipendio dimezzato automaticamente causa retrocessione. |